Archivi categoria: giocodelle100utopie

Concluso il percorso “Utopie elementari e di confine”

isola2A9

Con l’incontro di giovedì 14 maggio presso la Scuola primaria Clarina di Trento si conclude il percorso “Utopie elementari e di confine”, realizzato grazie al bando “La prima scuola” dell’Associazione Zalab, con il supporto per la comunicazione di tsm|Step (Scuola per il governo del territorio e del paesaggio della provincia di Trento).

Il percorso ha fatto interagire durante l’anno scolastico due classi seconde di Trento con due classi di Rosignano Solvay e Mazara del Vallo. L’incontro di giovedì 14 maggio è pensato per i genitori ed è articolato in due momenti: dapprima anche gli adulti sono impegnati nell’invenzione in gruppo di un’utopia – come hanno fatto i loro figli – poi, avendo compreso il processo nel farlo, scoprono le scelte e i dubbi delle loro classi.

Per i dettagli sulle utopie delle classi di Trento, confrontate con quelle dei coetanei di Rosignano Solvay e Mazara del Vallo, ecco i link:

- Presentazione generale del progetto:
http://www.giocodelle100utopie.it/utopie-elementari-e-di-confine

- Le prime cose di cui avremo bisogno (confronti tra utopie):
http://www.giocodelle100utopie.it/nord-centro-sud-tre-utopie-1

- Dove abitare (confronti tra utopie):
http://www.giocodelle100utopie.it/nord-centro-sud-tre-utopie-2

- Le regole di utopia (confronti tra utopie):
http://www.giocodelle100utopie.it/nord-centro-sud-tre-utopie-3

- Cosa succede a chi non rispetta le regole (confronti tra utopie):
http://www.giocodelle100utopie.it/nord-centro-sud-tre-utopie-in-corrispondenza-4

- Genitori e adulti sono ammessi sull’isola? (confronti tra utopie):
http://www.giocodelle100utopie.it/nord-centro-sud-tre-utopie-in-corrispondenza-5

- Gestione dei confini e arrivo di estranei: che fare? (confronti tra utopie):
http://www.giocodelle100utopie.it/nord-centro-sud-tre-utopie-in-corrispondenza-6

Le utopie di Trento illustrate:
http://www.giocodelle100utopie.it/isole-utopia-trento-2015

Pensando a come passare il tempo sull’isola, emergono punti di vista anche sull’esistente: il desiderio entra in tensione con il senso di realtà, mentre il senso di possibilità introduce scenari auspicabili, di cui tener conto.

Cosa si potrebbe/vorrebbe fare nell’isola di utopia (scegliendo tra le cose che normalmente non si possono fare dove si vive)? http://www.giocodelle100utopie.it/cosa-si-puo-fare-di-insolito-in-utopia

L’invenzione dell’utopia permette anche di riflettere sul proprio paesaggio di vita ordinario, distinguendo tra ciò che si vorrebbe portare sull’isola e ciò che si vorrebbe lasciare indietro. Ecco paesaggi “in” e “out” per bambine e bambini di Trento:
http://www.giocodelle100utopie.it/paesaggi-ordinari-in-utopia

Adesione al gioco delle 100 utopie da parte di insegnanti, genitori ecc.

Questo progetto potrà essere realizzato completamente (= 5 utopie per ogni regione italiana) soltanto se la somma prevista sarà completamente raccolta durante il periodo del crowdfunding. Se la somma raccolta sarà inferiore, si ridurrà proporzionalmente il numero delle utopie realizzabili: in tal caso, si possono tuttavia prevedere successive raccolte “a tappe” per completare il progetto. Ecco alcune informazioni su come aderire e “prenotare” la propria utopia, in caso di insegnanti, gruppi di genitori, strutture (biblioteche, ludoteche ecc.) interessati a partecipare al Gioco delle 100 Utopie.

nave

Ci sono 2 opzioni di prenotazione:

1. PRENOTARE LA PROPRIA UTOPIA “METTENDOSI IN FILA”. Le utopie di questo progetto sono un DONO reso possibile dai DONI di chi fa offerte sulla piattaforma di crowdfunding. Per prenotare un’utopia non è necessario fare donazioni (anche se sono le benvenute!), ma è sufficiente scrivere a moriluca@gmail.com e segnalare la propria scuola/classe o struttura di riferimento (biblioteca, ludoteca, ecc.).

Si tenga presente che questa prenotazione serve a stabilire un ordine di priorità in caso di successo della raccolta, ma non garantisce che l’utopia venga effettivamente realizzata: come detto, infatti, se il progetto di crowdfunding non avesse successo o lo avesse solo parzialmente, non sarà possibile realizzare le 5 utopie per Regione stabilite come obiettivo ideale.

In ogni caso, concluso il periodo previsto per la raccolta, sarà cura di Luca Mori: a) contattare tutte le strutture che hanno prenotato per comunicare l’esito del progetto e b) concordare le date dell’intervento con i soggetti che rientrano nelle prenotazioni effettivamente realizzabili.

L’ordine di priorità delle prenotazioni viene stabilito come segue. Le utopie saranno realizzate nelle strutture che prenotano incrociando due criteri: priorità di arrivo della richiesta di prenotazione + diversificazione territoriale nella regione (ad esempio, se per la Sicilia arrivassero 5 prenotazioni da Agrigento e una sesta da Palermo, quella di Palermo avrebbe la priorità sulla quinta di Agrigento).


2. PRENOTARE LA PROPRIA UTOPIA REALIZZANDOLA SICURAMENTE (E DONANDO CONTEMPORANEAMENTE UN’UTOPIA A UN ALTRO GRUPPO DI BAMBINI IN ITALIA). Questo è il premio-riconoscimento PER SOGGETTI CHE CONTRIBUISCONO CON ALMENO 300 € AL CROWDFUNDING

Quando un soggetto offre almeno 300,00 ,  la sua offerta andrà a finanziare completamente una delle 100 utopie previste dal progetto + un incontro-dono extra con un gruppo di bambini a sua scelta.

Per genitori, insegnanti ecc. interessati a questa opzione, ecco un documento riassuntivo di presentazione del progetto: –>Adesione progetto Gioco delle 100 utopie

La struttura completa dei riconoscimenti è pubblicata sul sito http://www.kapipal.com/giocodelle100utopie



Perché il target del Giocodelle100utopie è posto a 30.000 euro?

Il progetto necessita di essere condotto e realizzato da un solo viaggiatore-filosofo, per una questione di coerenza metodologica, per la necessità di un’ottima esperienza pregressa nel lavoro sull’utopia, per la rilevanza della condivisione di tutta l’esperienza con i gruppi da incontrare durante il viaggio e per una adeguata confrontabilità dei risultati raccolti in luoghi diversi.

Un viaggio così lungo è impegnativo e costa molto. La stima è che la realizzazione di ogni utopia richieda circa 300,00 (trecento) EURO: si stima ammontino a tanto, mediamente, i costi di viaggio e alloggio in tutta Italia (anche e soprattutto in zone “marginali”), il tempo dedicato alla conversazione con i bambini (almeno 5 ore a utopia, anche di più se i gruppi e le situazioni lo consentono) e alla trascrizione della relativa documentazione, il tempo dedicato agli incontri con le insegnanti, l’elaborazione successiva della documentazione costituita da disegni, immagini, eventuali fotografie e video; il lavoro “meta” sulla documentazione (intreccio tra documentazioni raccolte in diversi luoghi). Inoltre il filosofo-viaggiatore farà dei doni a ogni gruppo coinvolto, da parte dei sostenitori del progetto. Tutto sarà accuratamente rendicontato. Sulla mia serietà può far fede solo la mia storia.

E condivido con Nietzsche il seguente pensiero: “Restituire sempre: non accettare regali se non come un premio e un segno che noi riconosciamo in essi l’amore di altre persone e lo compensiamo con il nostro amore”[Immer zurückgeben: nichts geschenkt annehmen, außer als Auszeichnung und Zeichen, daß wir die Liebenden anderer Personen an solchen erkennen und durch unsere Liebe ausgleichen] Friedrich Nietzsche, “Frammenti postumi”, estate-autunno 1882, 2[10].

gioco

Verso utopia

Ho pensato a lungo a come riprendere e condividere i vecchi appunti sui viaggi già fatti esplorando utopie. Oggi mi è venuta l’idea, camminando… Non saranno trascrizioni e documentazioni come se ne devono fare di solito “a uso interno” nelle scuole: utili, necessarie, certo… Sarà invece un lungo racconto, sullo stile di quei primi romanzi d’avventure e viaggi che lessi quando anch’io ero alle elementari. Sarà il racconto di un giovane che, studiando la filosofia politica, si trovò a costruire dieci anni fa una nave per un viaggio verso un’isola sconosciuta; sarà la storia degli incontri fatti, delle ciurme di bambine e bambini che prendevano a turno i ruoli più diversi su quella nave, ma anche la storia di tanti altri adulti che hanno contribuito al viaggio. Tutte le frasi che attribuirò ai bambini tra virgolette saranno riprese alla lettera dalle trascrizioni fedeli delle conversazioni. Immagino un racconto, che sarà lungo, dedicato a tutte le bambine e i bambini che si sono sforzati di immaginare l’utopia, dai 5 agli 11 anni; dedicato alle maestre e ai maestri che ho incontrato; ai genitori con cui ho lavorato e, anche, idealmente, a mia figlia, perché credo che in quel racconto ci saranno tante cose che sarà bene anche per lei leggere, ricordare e di cui tener conto, non solo nell’infanzia e non solo nell’adolescenza.

Ringrazio tutti quelli che vorranno contribuire con un piccolo tassello di legno a costruire la nave per il nuovo viaggio in tutta Italia, che sogno di fare: –> http://www.kapipal.com/giocodelle100utopie

 meravigliedel2000  continentemisterioso  girodelmondo80giorni

Gioco delle 100 utopie… crowdfunding

Il compito in breve: costruire una galleria di 100 utopie immaginate dalle bambine e dai bambini tra i 6 e gli 11 anni oggi in Italia, realizzando così quella che potrebbe diventare – a livello non solo italiano – la prima esplorazione sistematica e approfondita del loro immaginario utopico e politico.

Da dove viene l’idea di questo progetto?

A partire dal 2005 progetto e conduco interventi formativi nelle Scuole dell’infanzia e nelle Scuole elementari e, da allora, ho affrontato con centinaia di bambine e bambini dai 5 agli 11 anni un classico esperimento mentale della filosofia: quello incentrato sull’invenzione di un’utopia.

Durante gli incontri sono emersi interrogativi e idee che ci hanno stupito – me, loro stessi, gli insegnanti presenti e le famiglie: i bambini hanno preso posizione sulle prime cose necessarie a creare un posto in cui vivere bene; hanno discusso di come costruire case in cui abitare, strade e piazze; di cosa conservare o abbandonare tra le abitudini e gli oggetti con cui normalmente abbiamo a che fare; hanno conversato sul governo e sulla giustizia, sulle leggi e su cosa bisognerebbe fare con chi non le rispetta, sul denaro e sul dono, sull’amore e sulla sofferenza, sulla bontà e sulla cattiveria, sulle tante ambiguità degli adulti e, in particolare, su quelle dei genitori, che non sempre sono presenti nelle loro utopie, o lo sono soltanto a particolari condizioni. Hanno ragionato di come governarsi, stando tra la preferenza per il governo di uno o di pochi e il governo di molti, o di tutti, cogliendo le difficoltà e perfino i paradossi che accompagnano ogni opzione; hanno parlato di conflitti e di guerre, dei confini della “loro” utopia e di come comportarsi con gli “estranei” che forse vorrebbero entrarci, dei giochi e delle cose da studiare, di energia e paesaggi vivibili, dei mezzi di comunicazione vecchi e di quelli nuovi.

nave utopia

Continua a leggere